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lunedì 23 gennaio 2012

La Concordia affonda e i turisti accorrono. Click...

Non è bastato vedere l’espressione dei superstiti.

Non è bastato scoprire che è successo tutto per un errore evitabile.

Non è bastato sapere a quanto ammonta il numero delle vittime.

Non è bastato guardare in tv il relitto di quella che era una regina.

Non è bastato ascoltare i resoconti dei cronisti minuto per minuto.

Non è bastato ascoltare le testimonianze agghiaccianti di chi ce l’ha fatta.

Non è bastato individuare il capro espiatorio (o il cattivo per davvero) e l’eroe.

Non è bastato che al Giglio si trasferissero subito i giornalisti, a cui probabilmente iniziava a mancare il Misseri o la Amanda di turno da seguire 24 ore al giorno.

Adesso arrivano anche i turisti dell’orrore, quelli che si armano di macchina fotografica e non resistono alla curiosità. Devono esserci “perché da qui è tutta un’altra emozione”, ha detto una signora ai microfoni della Rai. Come se stessero andando al cinema, proprio come se fosse tutto finto e domani il set si trasferisse altrove.

Non è bastato vergognarci di chi ha sbagliato su quella nave, ora dobbiamo anche vergognarci di questi imbecilli che sono arrivati a centinaia e hanno invaso un’isoletta minuscola solo per il gusto di esserci.

mercoledì 3 febbraio 2010

eni-Costa: imbarazzanti similitudini

Ilana Yahav disegna con la sabbia per entrambi: il risultato è troppo simile per non essere notato

articolo apparso su Spot and Web n. 15 del 29 gennaio 2010

C’è una regola che abbiamo imparato sui banchi di scuola: se devi copiare un’idea, almeno rielaborala, falla diventare tua.
Con il tempo, ci siamo resi conto che questa massima non vale soltanto a scuola: se devi raccontare qualcosa che non conosci bene, documentati, prendi spunto da ciò che
è già stato detto, inventa anche un po’, ma fa’ in modo che lo stile sia solo tuo.
C’è qualcuno che non ha ancora afferrato il concetto e, finché lo fa il nonno brillo alzando il calice per il brindisi di Natale imitando oratori migliori, nessun problema.
Se, invece, si tratta di grandi aziende, la questione è ben diversa e salta anche più all’occhio.
Cosa può fare un’artista che disegna con la sabbia?
Disegnare con la sabbia, mi sembra chiaro.
E’ altrettanto chiaro che riprendere l’idea ed ottenere la collaborazione dell’artista stesso possa essere un’idea brillante. Applausi prego.
Ma si può fare una volta, la seconda diventa imitazione, copia, mancanza di originalità. Se non altro, suscita qualche perplessità.
Ebbene, entriamo nello specifico.
Avrete visto tutti la nuova campagna eni, realizzata da TBWA\Italia, on air dal 24 gennaio. Ne abbiamo parlato anche noi sul numero 12.
Guardate bene. Cosa vedete?






































Avrete visto una donna e un tramonto sul mare, più elementi vari propri dell’azienda.
E adesso cosa vedete?






















Ancora una donna. Magari la stessa, chi ci dice che non lo sia? E poi mare, sole. Lo scenario potrebbe benissimo essere lo stesso.
Questi però sono frame di un video realizzato da McCann Erickson Arts&Strategy Open House la scorsa estate con la collaborazione della stessa artista per Costa Crociere, mostrato a novembre e che diventerà ufficiale con la presentazione del catalogo 2011 agli inizi di febbraio sulla prima crociera della Costa Deliziosa. Noi profani lo vedremo presto anche sul sito dell’azienda.
Non dimentichiamo i complimenti a Ilana Yahav, l’artista
israeliana dalle mani d’oro che gioca con la sabbia e ci
regala questi capolavori. Ilana non disegna solo donne e
soli, fate un giro su Internet (sandfantasy.com) per capire
quanto le sue doti siano originali.
Il problema è che la pubblicità parla sempre meno dei prodotti e punta sempre più su effetti speciali o artistici di vario genere per farsi ricordare. E’ vero, quel sole rappresenta l’energia per eni, ma per Costa è l’estate, il calore che si può respirare sul ponte di una nave.
Sono i rischi che si corrono se non si scende in profondità, se non si trova un’idea che rispecchi veramente l’essenza unica di ciò che si vende.
Bella l’idea di coinvolgere l’artista, brava Ilana che con poco costruisce tanto. Grazie di aver regalato un orgasmo ai nostri occhi, ma due volte è troppo.