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venerdì 23 dicembre 2011

Sarà il Natale


Sarà il Natale dei cinepanettoni che (finalmente) fanno flop
Sarà il Natale del record del divario salari-prezzi
Sarà il Natale dei portafogli vuoti e del risparmio
Sarà il Natale dei regali piccoli ma dei pensieri grandi
Sarà il Natale delle tante saracinesche abbassate
Sarà il Natale del senzatetto di Piazza Cinque Giornate e delle sue coperte di plastica
Sarà il Natale dei sacrifici ma non per tutti
Sarà il Natale di Mary Yuranda, sopravvissuta allo tsunami e tornata a casa dopo 7 anni
Sarà il Natale della Grecia che affonda
Sarà il Natale di Damasco e dei kamikaze che non tornano a casa
Sarà il Natale dei soliti film in tv, sempre meno e sempre gli stessi
Sarà il Natale dei panettoni del discount e delle mense dei poveri
Sarà il Natale dei doni riciclati
Sarà il Natale che promette il boom delle auto cinesi low cost vendute solo sul Web
Sarà il Natale dei licenziati, dei cassintegrati e dei disoccupati
Sarà il Natale di chi aspetta che l’anno finisca in fretta
Sarà il Natale più ecologista degli ultimi anni, si spera
Sarà il Natale di chi spera
Sarà il Natale di chi è pessimista e proprio non crede in tempi migliori
Sarà il Natale senza più Steve Jobs ma carico di i-things

Sarà il Natale dell’Italia felice, lo dice Facebook
Sarà il Natale delle famiglie, che si ritrovano ancora nonostante tutto

Non sarà forse un bianco Natale, magari non avremo nemmeno bisogno delle giacche pesanti, ma sarà pur sempre Natale, con o senza doni costosi, con o senza aragoste in tavola. Ed è già arrivato…


venerdì 16 dicembre 2011

La Madonna è incinta, lo dice il suo test di gravidanza. E' il poster del reverendo di Auckland

Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei”. (Luca 1,26-37)

Posticipiamo questo annuncio e ambientiamolo in una giornata del 2011. Pensiamoci, come sarebbero i moderni Maria e Giuseppe? Dove vivrebbero? In una favela, in un campo rom, in una vecchia cascina abbandonata? Sarebbero poveri, questo è certo. Ma chissà se sarebbero poveri come le tante famiglie italiane che non arrivano a fine mese o poveri come i clochard che incontriamo al freddo delle stazioni della metro, o poveri come i popoli sfruttati dell’Africa.

Resta il fatto che continuiamo da sempre ad immaginare come sarebbero e quale volto avrebbe Cristo se nascesse oggi. Credenti o meno, quest’immagine vi terrà almeno per un attimo con il fiato sospeso. Se la Madonna fosse incinta oggi lo scoprirebbe con un test di gravidanza. Perché no? E’ così che si fa oggi, no? Ma questo pensiero non è rimasto una semplice considerazione un po’ bizzarra (blasfema, per qualcuno) e la cosa che fa sorridere è che sia stato un reverendo a formularla.

Lui si chiama Glynn Cardy ed in Nuova Zelanda è noto per simili provocazioni. Due anni fa aveva fatto comparire nei pressi della chiesa anglicana di St. Matthews in the City a Auckland un poster in cui venivano ritratti Maria e Giuseppe a letto. Su di loro la scritta “Povero Giuseppe, è duro seguire Dio”. Allo stesso modo, stavolta è comparso il poster che raffigura Maria con un’espressione tra il sorpreso ed il preoccupato, oltre ad un test di gravidanza in bella mostra. Non solo. Cardy ha invitato i fedeli ad essere creativi e ad immaginare una possibile didascalia per la foto. “Almeno se dico che sono vergine, mamma e papà non mi uccidono” è una delle tante ipotesi formulate (si possono leggere qui, alla pagina dedicata a “Mary is in the pink”).

Alle accuse, il vicario risponde così: “E' tutto vero. E' vero il Natale, è vera la gravidanza, è vera la madre, è vero il bambino. E’ una storia fatta di ansia, coraggio e speranza. Il poster mostra Maria, madre di Gesù che scopre di essere incinta facendo il test di gravidanza. Indipendentemente da qualsiasi premonizione, questa scoperta deve essere stata scioccante. Maria era nubile, giovane e povera. Questa gravidanza avrebbe modellato il suo futuro. Sicuramente non è stata la prima donna a trovarsi in questa situazione e non è stata neppure l'ultima”.

Intanto, tra le didascalie, qualcuna si spinge oltre. “Come devo fare a trovare una clinica per abortire?”, scrive un utente, segno che comunque la campagna contro il buonismo natalizio estraneo alla realtà abbia fatto centro.

Ma dall'associazione della diocesi cattolica di Auckland tuonano: “Maria non è una ragazza single scioccata dalla gravidanza. E' una giovane donna che ha dato il suo assenso e ha posto la sua fiducia in Dio”. Sarà, ma oggi più che mai i cattolici avrebbero un gran bisogno di sentire tutti i personaggi biblici un po’ più simili a loro, più capaci di sbagliare, meno infallibili. Magari anche preoccupati se Dio ha deciso di farli diventare genitori sotto una capanna, senza un soldo e con l’ansia di non arrivare alla fine del mese. In fondo, sono proprio gli stessi problemi che il mondo si ritrova ad affrontare dopo 2000 anni di storia.

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale

Beata è la guerra
Beati sono i santi, i cavalieri e i fanti
Beati i vivi, i morti ma soprattutto i risorti
Beati sono i ricchi perché hanno il mondo in mano
Beati i potenti e i re e beato chi è sovrano
Beati i bulli di quartiere perché non sanno ciò che fanno
Ed i parlamentari ladri che sicuramente lo sanno
Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta
Ma più beata ancora è la guerra quando è santa
Beati i bambini che sorridono alla mamma,
Beati gli stranieri ed i soufflé di panna
Beati sono i frati, beate anche le suore
Beati i premiati con le medaglie d'oro
Beati i professori, beati gli arrivisti ,
I nobili e i padroni specie se comunisti
Beata la frontiera beata la finanza
Beata è la fiera ad ogni circostanza
Beata la mia prima donna che mi ha preso ancora vergine
Beato il sesso libero si ma entro un certo margine
Beati i sottosegretari i sottufficiali
Beati i sottaceti che ti preparano al cenone
Beati i critici e gli esegeti di questa mia canzone

Rino Gaetano - Le beatitudini

domenica 20 dicembre 2009

La fiera dell'inutilità

Come ogni anno, il Natale sarà colmo di lucine, alberelli, palline, neve finta e neve vera. Ci accompagneranno per le vie dello shopping i soliti canti e ogni angolo avrà il suo senzatetto con la sua mano tesa, mentre i cattivi non saranno buoni e i buoni si stuferanno di esserlo dopo l'ennesima coda alla cassa o al semaforo. Mangeremo chili di panettoni senza che ci piaccia veramente, ci ricorderemo per un attimo di chi soffre, per due attimi di chi è stato colpito dalla crisi, per tre attimi dei bambini poveri, forse quattro attimi potranno meritarli i terremotati dell'Abruzzo che ancora non hanno una casa. Poi faremo il ruttino post cena, quello post pranzo e ci concederemo una pennichella per digerire. Il giorno dopo già penseremo a come festeggiare Capodanno e conserveremo l'energia necessaria per la corsa ai saldi.

Ma è presto. Siamo ancora indaffarati a cercare il regalo giusto e il pacchetto più voluminoso che esista in circolazione, ma il timore è un altro, tanto che tutti ne parlano come fosse una piaga d'Egitto. Su di noi incombe la tremenda maledizione del regalo inutile: chi non ne ha mai ricevuto uno?

Se però diamo un'occhiata - anche online - a ciò che offrono e suggeriscono (!) le vetrine, il panorama è davvero imbarazzante. Attenzione, ecco cosa potreste trovare sotto l'albero. E non fatevi confondere da carte luccicanti e fiocchi dorati: l'abito non fa il monaco!


MONEY SOAP - Una saponetta, niente di malefico al'apparenza. Di tremendo c'è il cervello che l'ha concepita. Se i vostri figli non si lavano mai le mani, però, potrebbe tornare utile, perché utilizzando il prodotto in questione si entra alla fine in possesso del denaro incastonato proprio nel sapone. Credo sia possibile scegliere anche il taglio della banconota da inserire.
Sono peraltro certa che qualsiaso figlio sia in grado di rubarla anche senza lavarsi le mani, ma questo i produttori non lo dicono, oppure non hanno mai avuto figli.




SHIT BOX - E' esattamente ciò che pensate. Se vi scappa all'improvviso, ecco dove potete farla. Essendo di cartone, dicono, è anche biodegradabile! Ideale in campeggio, quando si è ad un concerto, mentre si pesca... sì, davvero utile, peccato che:
a) se si è da soli, tanto vale farla dietro un albero
b) in compagnia, meglio evitare...
c) "reusable"?????????





TRAVEL JOHN - E' una linea di prodotti, ma per l'utilizzo idem come sopra. Qesti sacchetti però sono "magici": in caso di emegenza lavostra pipì si trasforma in un attimo!

Degno del miglior Silvan...










TWIRLING SPAGHETTI FORK - Si salva solo se regalata ad amici grassi e pigri, o stranieri. Voi preparate un buon piatto di spaghetti e lei li arrotola per voi. Promossa con debito.











CAT IN THE BAG - "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". Forse meglio non averlo, vista l'incredibile inutilità dell'oggetto. Una pallina motorizzata - in pratica, una pila - fa scodinzolare il povero gatto finto e fa saltellare il sacchetto per la stanza. Semplicemente insopportabile








La lista potrebbe continuare all'infinito. Sono sicura che basterebbe scartare in anticipo uno dei miei regali sotto l'albero.