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mercoledì 14 dicembre 2011

Trenitalia e le notizie sparite

Cercando notizie sull’ennesimo sciopero che venerdì mi costringerà a fare un altro viaggio della speranza, mi sono imbattuta nell’elenco di News che vengono pubblicate sul sito di Trenitalia.

Ebbene, tra queste, qualcuna mi è sembrata quanto meno bizzarra. Anzi, l’insieme delle News, l’intera sezione, mi è parsa bizzarra…

La prima notizia che ho notato reca questo titolo: “Toscana: vandalizzato un treno regionale a Firenze Rifredi”. Immediatamente mi chiedo quante notizie fotocopia dovrebbero allora comparire, soprattutto mi chiedo quali fatti siano per Trenitalia notiziabili e quali invece no. Quanti treni vengono imbrattati ogni giorno? Quanti vetri vengono incisi? Quanti cestini dell’immondizia vengono rotti?

Ma ecco, per completezza, il testo completo della notizia:

Firenze, 13 dicembre 2011

Atti vandalici per circa 25mila euro ai danni di un treno regionale di Trenitalia. L’episodio è avvenuto la mattina di domenica 11 dicembre nella stazione di Firenze Rifredi dove il treno, proveniente da Pistoia e diretto a Firenze Santa Maria Novella, era in sosta. Preso di mira un Vivalto doppio piano a cui sono stati rotti, con un martello frangivetro, 8 finestrini e 3 vetri delle porte di ingresso. Ai danni materiali si devono aggiungere quelli della sosta forzata per 5 giorni in officina necessari per le riparazioni. Nel 2010 Trenitalia Toscana ha speso 700mila euro per riparare i danni degli atti vandalici. Gli interventi principali sono stati la rimozione di graffiti esterni e interni, per 556mila euro, e la sostituzione di vetri, monitor, sedili e porte danneggiate per 134mila euro.

Insomma, Trenitalia spende per assicurarci un servizio puntuale, cortese ed efficiente. O forse non sempre (quasi mai, direi, se dovessi basarmi solo sulla mia esperienza da pendolare) quel servizio non è affatto tale e i treni sono sempre coperti da graffiti, in pessimo stato, con i sedili sgualciti, i cuscini sfondati, l’acqua che penetra dal tetto e i bagni inagibili?

Detto questo, un’altra notizia mi balza agli occhi: “Susa: vandalizzata l’obliteratrice di stazione. A sole dodici ore dall’inaugurazione del restyling dello scalo”.

Ci risiamo. Perché si parla solo di quell’obliteratrice? Forse non siamo alle prese tutti i giorni con guasti ripetuti a monitor, con l’inchiostro terminato e con bigliettai arroganti? Perché nessuno ci spiega il motivo e, al contrario, si preoccupano di comunicarci che noi, proprio noi che viaggiamo sui loro convogli, magari il nostro vicino di posto, abbiamo contribuito al danneggiamento dei treni dei quali ci lamentiamo sempre?

Per carità, tutti condanniamo gli atti vandalici e questi, in particolare, lo sono al 100%. Ma scoprire che tra queste notizie non si parla mai di ritardi e solo di ripristini, mai di pendolari stipati in carri bestiame e solo di imprevisti dovuti a condizioni particolari… bè, tutto questo riduce al minimo la già poca fiducia che riponevamo nelle care vecchie FS. Forse sarebbe il caso che viaggiassero con noi, non in Frecciarossa, e guardassero il mondo da un finestrino sporco almeno per un paio d’ore.

giovedì 7 gennaio 2010

Storie di viaggiatori

Binario 18. Perché non 17? Per illudermi forse.
Aspetto un treno che, ovviamente, arriverà in ritardo.
Un monitor LG di ultima generazione trasmette in loop tre messaggi pubblicitari. TRE. Ditemi voi la quantità di pazienza che dovrebbe avere un essere umano per resistere mezz’ora senza mettersi ad urlare in preda ad una crisi di nervi.
Intanto, i nuvoloni hanno sostituito sulla mia testa il sole opaco che riscaldava leggermente il marmo grigio su cui mi sono seduta sconsolata, quello che incornicia gli scalini che conducono al sottopassaggio e agli altri binari. Per inciso, io mi sono posizionata proprio sotto ai monitor.
Risultato: quei tre messaggi mi sono entrati nelle orecchie.

Messaggio numero 1: “Anche quest’anno è già Natale…”
E’ la canzoncina triste, tipicamente italiana, con cui la Conad ha deciso di tormentare anche i pendolari. Canta Andrea Mingardi, si addormenta mezza Trenitalia.



Messaggio numero 2: “Lalalà… the numbers are ten”
Vocina femminile stridula per lo spot di 10 e Lotto. Insopportabile è l’unico aggettivo che mi viene in mente.

Messaggio numero 3: Il mondo dei replicanti
Di questo trailer, noi fermi e infreddoliti in attesa di un treno, ne avevamo proprio bisogno. “Mi raccomando gli zigomi” dice quella che presumo sia una delle attrici protagoniste. Pochi secondi dopo, Bruce Willis (quando la smetterà di fare il figo?) prova a terrorizzarci tutti e a ricordarci che un treno poco puntuale è nulla in confronto a quello che potrebbe accadere agli umani: “Sta per succedere qualcosa al mondo dei surrogati”, afferma preoccupato.

Prima di tutto, il Natale è passato da un mezzo, ma guai a pretendere puntualità quando si sta su un binario.
A parte queste sottigliezze, mi viene da sorridere.
C’è chi non arriverà al suo appuntamento, chi scruta il cielo in cerca dei segni della nevicata in arrivo, chi si stringe ancora di più nel suo cappotto.
I monitor non li guarda nessuno, ma siamo tutti avvolti da quei suoni vagamente inquietanti e tutti – sono sicura – vorremmo farli tacere.

Finalmente arriva il treno.
Di fianco a me si siede una signora impellicciata seguita da un’amica. Scopro che ha appena vomitato e ora è in cerca di un sacchetto di plastica “per le emergenze”, così dice.

Anche stavolta guardo fuori dal finestrino e spero solo che il viaggio finisca in fretta.