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venerdì 8 giugno 2012

Per tutti quelli che pensano ancora che il rock sia morto...

Bruce Springsteen, Wrecking Ball Tour, 7 giugno 2012, San Siro (Mi)


Scaletta memorabile, per il resto non ci sono parole.
Momenti che resteranno nel cuore.






















We Take Care Of Our Own
Wrecking Ball
Badlands

Death To My Hometown
My City Of Ruins
Spirit In The Night
The E Street Shuffle
Jack Of All Trades
Candy’s Room
Darkness On The Edge Of Town
Johnny 99
Out In The Street
No surrender
Working on the highway
Shackled and Drawn
Waitin’ on a Sunny Day
The Promised Land
The Promise (solo piano)
The River
The Rising
Radio Nowhere
We Are Alive
Land Of Hope And Dreams
-
Rocky Ground
Born In The U.S.A.
Born To Run
Cadillac Ranch
Hungry Heart
Bobby Jean
Dancing In The Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Glory Days
Twist And Shout

sabato 5 dicembre 2009

Dove si comprano i talenti?

Si sa, le star della musica, da tempi biblici ormai, non hanno tratti italiani.
Da noi ogni tanto spunta qualche idolo delle teenager (vedi Marco Carta e simili),
ma in quanto a talento stiamo freschi. E scusate il sadismo.
Un ruolo cardine nella produzione di miti usa e getta lo stanno ricoprendo i reality show, o 'talent show', come gli addetti ai lavori tengono a definirli.
Per me sono solo show, anche ben costruiti in qualche caso, ma il fatto che ci scappi un talento vero è molto molto raro.
In ogni caso, non mi sono persa nemmeno una puntata di X Factor quest'anno.
Anzi, una sì, ma ho preferito un concerto dei Depeche Mode, quindi sarò scusata.
Ma finalmente ho provato piacere nell'ascoltare una voce italiana. Che la preferissi mentre intonava parole inglesi, sarà affezione a idoli stranieri, mettiamola così.
Sarà poi frutto del caso che sia stata incoronata voce vincente. Pubblico, autori, giudici televisivi, il giudizio è stato unanime. Alleluia.



Marco, così si chiama il trionfatore di questa edizione, è giovane, bello, televisivo quanto basta; non ha nulla da invidiare ai colleghi di altri Paesi, USA e Inghilterra in testa. Faccia pulita, gran voce davvero, ma a premiarlo sono state anche l'umiltà e quell'espressione leggermente incredula di fronte a tanti apprezzamenti. Un umano con debolezze umane e una voce sovrumana.
Questa parte, naturalmente, rientra nei meccanismi televisivi, deve toccare le emozioni.
Ma questo ragazzo potrebbe fare strada. A meno che non gli rifilino brani tipicamente italiani, per voci standard e ugole pronte all'acuto finale/tutto il resto è noia. Ovviamente l'hanno già ftto.
Perché tutto questo sermone?
Semplicemente per fare un confronto. Abbiamo l'abitudine di etichettare la nostra produzione musicale e i nostri cantanti come arretrati. Verissimo, ma non sottovalutiamoci troppo. Guardate cosa circola all'estero. Ci sono gli Springsteen,
ci sono gli Elvis, ci sono i Doors, i Deep Purple, gente che da noi non si vede e non si vedeva nemmeno col binocolo.
Anche X Factor, quello inglese, ha prodotto cantanti di fama, vedi Leona Lewis, che passerà sì di moda, ma che agli usignoli non ha nulla da invidiare. Il prodotto degli ultimi mesi però è alquanto scadente: John & Edward, i 'Jedwards', come li chiama il pubblico.



Hanno fatto parlare di sé, persino Gordon Brown ha avuto parole per loro. Ma la musica e il microfono sono loro alieni.

E Marco? Che fine farà? Forse non è mancanza di talenti la nostra, è mancanza di orecchie capaci di scoprirli.